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scritto da yanez il 9 dic 2008

Alla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Valle Giulia, il museo degli orrori come lo definiva de Chirico che non condivideva le scelte della commissione preposta agli acquisti dei quadri, fino al 25 gennaio ’09 si può vedere una mostra dedicata all’artista della “Metafisica”.  Diciamo subito che l’allestimento lascia molto sconcertati per vari motivi. Si entra nell’androne e ti ritrovi nelle sale 5 e 6  praticamente le ultime della mostra, allora provi a seguire i corridoi laterali e se sei fortunato e giri a sinistra finalmente trovi un cartellone con la vita dell’artista e sei all’inizio della mostra, ma se ti sbagli e prendi il corridoio di destra, finisci nelle sale del ‘900 italiano. Per non parlare poi dei tabelloni descrittivi delle singole sale, messi addirittura nella parte opposta da dove si entra cosicché prima vedi i quadri e poi hai la spiegazione!.
Ma veniamo alla sostanza della mostra. Si è voluto privilegiare il periodo precedente la nascita della “Metafisica”, gli anni ’20 del secolo scorso, il de Chirico che “copia”, inutile dirlo proprio bene, i grandi del Rinascimento da Raffaello a Michelangelo per passare poi all’incontro con Rubens. Ci sono piaciuti moltissimo questi quadri rinascimentali che ci mostrano come l’artista “trasforma” con la sua fantasia quello che vede senza aggiungere o togliere nulla, sono quasi asettici, non c’è pathos come è giusto che sia. Interessante l’idea di mettere la foto del quadro originale vicino alla didascalia del quadro “copia” non tanto per verificare la somiglianza  quanto per esaltare il diverso tratto, sempre riconoscibile, la pennellata ondulante e i contorni ben marcati come a voler bloccare le figure dentro spazi ben finiti. Del periodo “Metafisico”, il mio preferito, c’è solo una sala con qualche quadro degli “Archeologi”, dei “Gladiatori” e dei “Centauri”. Mi piacciono le sue figure stile manichino che con il volto privo di sembianze umane, congelano il tempo in un istante, immobile e silenzioso, chiuso in uno spazio senza vie di fuga. Dovrebbe dare un senso di ansia e di costrizione, invece,  per me è molto rilassante, è un carpe diem senza passato e senza futuro.

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1 Commento a “de Chirico al “museo degli orrori””

  1. paris scrive:

    Sinceramente De Chirico non e’ l’artista che preferisco.
    Quindi non mi ha molto estasiato,forse solo le sue opere copiate dai
    famosi di sempre,che lui comunque definisce la copia un’opera d’arte,
    anche se e’ una copia,io comunque preferisco sempre l’originale.
    Le sale e le indicazioni del percorso sono confusionarie e conciliano
    lo sbadiglio,le sue opere piu’ moderne sono fantasiose e un po’
    bambinesche.
    Ma ripeto…preferisco tutta un’altra arte…..

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