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scritto da yanez il 10 set 2008

La scorsa primavera abbiamo visitato Villa Torlonia dopo i lavori di restauro che hanno riportato al vecchio splendore il complesso principale della villa, il villino medievale e il Casino Nobile. Per chi non fosse pratico di Roma, la villa si trova lungo via Nomentana ed è raggiungibile dalla stazione Termini con un autobus (90, 36). All’entrata, sulla destra, c’è la biglietteria e con un full ticket di 6,50 (intero) si può accedere a tutti i padiglioni (villa principale, la casetta delle civette, villino medievale).
Per non annoiarvi troppo, vi riassumo in poche righe i 200 anni di vita di questa struttura. Tutto inizia con il principe Giovanni Torlonia che (per eguagliare le altre famiglie nobili romane) compra la villa nel 1806 dalla famiglia dei Colonna e la fa sistemare dal Valadier uno dei più grandi architetti dell’epoca. L’intero complesso è caratterizzato da 13 edifici che vogliono rappresentare differenti aspetti e periodi del mondo. Il parco è progettato secondo il gusto romantico dell’epoca con falsi ruderi che richiamano l’antichità e vegetazione esotica. L’aranceto viene costruito tra il 1840 e il 1857, come edificio destinato all’agricoltura e come serra per i fiori. Più tardi nel 1841 viene iniziato il teatro (purtroppo non ancora restaurato) e terminato soltanto nel 1874 su richiesta di Alessandro Torlonia, figlio di Giovanni, per sua moglie Teresa Colonna. Il fabbricato ha un corpo centrale che somiglia al Pantheon. Infine nel 1906 su richiesta di Anna Maria Torlonia, figlia di Alessandro fu aggiunto al complesso il Villino medioevale. Poi per 25 anni la villa viene abbandonata finché Mussolini nel 1936 ne fa la sua dimora principale, affittandola per una lira al mese. In questo periodo viene costruito sotto la villa un bunker antigas (visitabile su prenotazione e con guida). Si può visitare anche la Casina delle civette, sicuramente l’edificio più interessante che sembra appartenere al mondo delle fiabe. Il primo nucleo della Casina risale al 1840 quando viene progettata da Giuseppe Jappelli in forma di capanna svizzera; nel 1908 Giovanni Torlonia l’amplia e la trasforma con un aspetto medioevale; nel 1916-20 vengono aggiunte dall’architetto Vincenzo Fasolo, logge e porticati. La presenza nelle decorazioni di elementi riferiti alla civetta ne determina la denominazione con la quale l’edificio è tuttora noto. Il Casino medievale è sede di mostre, controllate sul sito per verificare l’esposizione attuale.
Per vedere qualche immagine della villa clicca qui

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